Il coming out

Credo che per un tic cattolico tutte e tutti pensiamo all'omosessualità come un accidente che ci è capitato e che prima accettiamo meglio è. Altrettanto deleteria è la retorica del raccontarsi, che trovo davvero disgustosa. Le persone etero hanno forse mai dovuto confessare la loro inclinazione? E perchè mai lo dovrei fare io? Il coming out non significa dire sono gay. Io a mia madre non ho mai detto mamma sono gay. Le ho detto: mamma questo è Paolo. Il mio fidanzato. Capite la differenza?

Il coming out interiore

Quando un giovane si ritrova a dover confermare la propria sessualità, esso riscontra spesso alcune fasi per poter accettare totalmente il suo orientamento sessuale definito diverso. Nella prima fase si parla di lutto, ovvero quando il giovane scopre di non essere «omosessuale», ma di essere «frocio» o «finocchio». L’immagine devalorizzata dalla società viene applicata su se stesso. Questo accade perché viviamo in una società eterosessista, oppure nella eteronormatività. Tutti si aspettano che la persona che hanno davanti sia eterosessuale e lo danno per scontato. La seconda fase consiste nel rifiuto. Il giovane rifiuta il suo orientamento sessuale e cerca di trovare delle soluzioni o alternative come provare ad avere rapporti eterosessuali. Nella terza fase, il giovane è convinto che sia solo un periodo e che presto «tornerà ad essere eterosessuale». La quarta fase prevede l’accettazione della propria sessualità. Dopo averci pensato a lungo, dopo aver valutato una serie di altenative e soluzioni, il giovane è costretto a dover accettare il proprio orientamento sessuale e imparare a conviverci. La quinta e ultima fase è la ricerca di informazioni e di persone simili. È molto importante per il giovane confrontarsi con persone che devono affrontare lo stesso problema. Grazie al confronto con gli altri si esclude la possibilità di essere gli unici e si acquisisce più forza. Inoltre ci si convince sempre di più di essere «normali».

Il coming out in famiglia

Il primo passo di un ragazzo che si scopre omosessuale è quello di affermarsi a se stesso. Dopodiché, una sfida ancora più difficile è quella di dichiararsi davanti alla propria famiglia. Non è un passo necessario da compiere, ma è importante per poter sentirsi se stessi anche davanti ai propri genitori. Essendo anch’esso un coming out, si presentano le stesse fasi viste in precedenza.

Il coming out al datore di lavoro

Il coming out al datore di lavoro non è un passo necessario da fare, poiché in molti pensano che il posto di lavoro non debba venire condizionato dal proprio orientamento sessuale, se caso dalle prestazioni lavorative.

Il coming out a scuola

In alcuni casi è più che necessario dichiararsi a scuola, perché i compagni di classe molto spesso capiscono e percepiscono l’orientamento sessuale dei loro coetanei. È un passo difficile da compiere anche per la presenza di bullismo omofobico a scuola.

Il coming out agli amici

Potrebbe essere uno dei passi più difficili da compiere in quanto spesso si ha paura di essere rifiutati dai propri amici. Non per tutti è cosi: dipende dalle persone che si hanno davanti.