Il bullismo omofobico

Il termine «bullismo» deriva dall’inglese «bullying». Viene definito bullismo un’oppressione psicologica, verbale o fisica, continuata nel tempo, provocata da una persona o da un gruppo di persone nei confronti di un’altra persona percepita come debole. Il bullismo si può categorizzare in diversi tipi, come il bullismo fisico, verbale, manipolativo, cyberbullying, e molti altri. Nel bullismo di tipo manipolativo, il bullo opera per far sì che la vittima rompa i suoi rapporti di amicizia, allo scopo di isolarla dagli altri. Il tipo di bullismo di cui ci interessa di più parlare è il bullismo omofobico, il quale è basato su pregiudizi condivisi nella nostra società contro le persone omosessuali.

Stereotipi e pregiudizi

Conosciamo, nella vita di tutti i giorni, diversi stereotipi e pregiudizi legati alla realtà omosessuale. I più conosciuti:
-L’omosessualità è contro natura: questo stereotipo nasce nella storia antica – inizio medioevo, quando l’ideologia cristiana prese piede e definì che tutto ciò che non porta alla procreazione doveva essere considerato innaturale. In realtà, il problema erano gli omosessuali, in quanto non veniva considerata contro natura una coppia eterosessuale incapace di procreare.
-L’omosessualità è una malattia: venne considerata tale nell’epoca moderna, durante il nazismo e comunismo, in quanto furono avviate delle ricerche scientifiche proprio in quel periodo, le quali portavano alla conclusione che l’omosessualità fosse una malattia. Gli psicologi crearono in questo modo questa «malattia» anche per questioni politiche, per poter difendere un determinato partito (piuttosto che un altro con uno o più omosessuali dichiarati)
-Gli omosessuali sono disabili, pedofili, effeminati, malati mentali, anormali, innaturali, sofferenti, satanici, sbagliati: sono stereotipi e pregiudizi assegnati agli omosessuali nel corso della storia
-Gli uomini vengono chiamati: gay, frocio, finocchio, checca, femminuccia, culattone, ricchione: si pensa che «gay» provenga dai moti di Stonewall, dove i protestanti intesero questa parola come «Good As You» – «buono come te». «finocchio» è un termine che deriva dal medioevo: quando gli omosessuali venivano bruciati al rogo, era usanza bruciare anche finocchi per coprire l’odore della loro carne bruciata. «ricchione» deriva da marinai che sbarcarono in Italia e portavano degli orecchini che li rendevano simili a delle donne. Con questo termine, viene usato sfiorarsi la punta dell’orecchio con un dito per intendere che una persona sia omosessuale.
-Le donne vengono chiamate: lesbica, maschiaccio, camionista, libellula.

I protagonisti

Quando parliamo di bullismo, di solito riscontriamo 4 diversi protagonisti:
-Vittima passiva: persona che subisce senza reagire
-Vittima provocatrice persona che provoca la vittima
-Spettatore neutrale: persona che non prende posizione o non è presente
-Difensore della vittima: persona che prende le difese della vittima

Tipi di violenza

La violenza può venire esercitata in più modi:
-Violenza psicologica: si tratta nell’emarginazione, umiliazione e gesti volgari verso la vittima.
-Violenza verbale: si tratta di insulti, prese in giro, minacce e offese verso la vittima.
-Violenza fisica: si tratta di attacchi fisico-verbali, aggressioni, molestie e abusi verso la vittima.

Ragioni per cui viene esercitato il bullismo

In uno studio presentato alla Giornata di studio organizzata da Imbarco Immediato, vengono definite le ragioni per cui viene esercitato il bullismo in ordine di percentuale maggiore:
-Aspetto fisico
-Orientamento sessuale – reale o supposto
-Espressione di genere – o identità di genere
-Razza – provenienza
-Capacità scolastiche
-Famiglia con problemi finanziari
-Religione

Conseguenze

Il bullismo porta molto spesso a conseguenze rilevanti:
-Perdita di autostima
-Perdita di fiducia
-Depressione
-Disturbi alimentari e della personalità
-Isolamento
-Scarso rendimento scolastico
-Autolesionismo
-Suicidio

Situazione scolastica