La vittima

Regno Unito, 1961

Storia

Jack Barrett, un giovane di 23 anni, è ricercato dalla polizia per aver sottratto un'ingente somma di danaro. Egli, però, nonostante il danaro rubato, non ha una lira perché è vittima di un ricatto. L'ispettore Harris viene a conoscenza di questo e arresta Barrett mentre tenta di espatriare. Il ragazzo, però, prima di essere preso, ha tentato invano di mettersi in contatto con Melvill Farr, un avvocaro suo amico. Quest'ultimo, temendo di essere ricattato, rifiuta di ascoltarlo. Barrett, imprigionato, piuttosto che confessare, si uccide. Melvill Farr, solo dopo la morte del ragazzo si rende conto che il giovane si è tolta la vita nel tentativo di proteggerlo da uno scandalo, che avrebbe compromesso la sua fortunata carriera. L'avvocato, sentendosi responsabile di questa colpa, narra in tribunale tutto il suo passato, pur di scoprire chi ricattava Barrett. Infatti la polizia dopo molte ricerche, riesce a catturare tutti i componenti della banda.

Cast & curiosità

Fu l'Inghilterra a realizzare il primo film dichiaratamente a tematica omosessuale nel 1961 con questo film in bianco e nero, in cui Dirk Bogarde diceva ad un certo punto " Io sono omosessuale". Era la prima volta che il personaggio di un film si dichiarava gay. "Un avvocato omosessuale (Dirk Bogarde) mette a repentaglio il matrimonio e la carriera per smascherare una banda di ricattatori responsabili della morte di un suo ex amante. Una specie di Thriller per un film a tesi, che cerca di far riflettere il riluttante pubblico inglese sull'incertezza dell'identità sessuale e quindi sull'impossibilità di stabilire cosa sia la normalità. All'epoca destò scalpore per il tema (la legge puniva ancora l'omosessualità, anche se non praticata in pubblico) e i risvolti sociali (l'omosessualità attraversa tutte le classi), anche se parte della critica accusò il regista di avere indorato la pillola ricorrendo alla struttura del giallo. Film ancora oggi ben scritto e ben interpretato." (P.Mereghetti)

Recensioni

Lo schema di un'avventura 'gialla' piuttosto semplicistica consente al film di affrontare in maniera spettacolarmente efficace lo scabroso argomento dell'omosessualità e di aprire una polemica contro la legge inglese. Tuttavia il ritmo narrativo solo nelle sequenze iniziali appare valido, mentre la soluzione risulta prevedibile e scialba. Da un punto di vista formale devono essere sottolineati la precisione figurativa, l'efficace montaggio, la penetrante caratterizzazione dei personaggi minori, la calibrata interpretazione dei protagonisti, la suggestiva fotografia. La regia è curata e brillante." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 51, 1962)

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