Pasolini

Belgio, Francia, Italia, 2014

Storia

Il film inizia e finisce nell’ultimo giorno di vita di Pasolini: quel primo novembre 1975 che inizia con la fine del montaggio del suo ultimo film, Salò, e poi con l’intervista con Furio Colombo che a rileggerla oggi é agghiacciante. Ci sono le ultime ore con la madre, con i suoi cari, c’é quell'uscire di notte con un'inquietudine randagia; l’idroscalo, il massacro. Ci sono queste cose, e c’é Pier Paolo che scrive Petrolio, alcune pagine, forse le più visionarie. Quei peccati così coraggiosi. Ma non ci sono complotti, teorie, Dafoe parla con lentezza, il suo sguardo é straordinariamente somigliante a quello di Pasolini, niente é fuori posto: la macchina per scrivere, i giornali, le tazzine del caffé, gli amici, la sua Alfa Romeo, il suo modo di parlare... il Pasolini di Dafoe vede e aspetta, capisce e si rassegna al mondo ma anche a se stesso. Quando porta Pino la Rana, che si accuserà dell'omicidio, al ristorante Biondo Tevere, poche ore prima della tragedia dell’Idroscalo, sembra quasi imbarazzato, intimidito e dubbioso. Un Pasolini incerto... Il merito di questo film é quello di chiudere i conti con Pasolini una volta per tutte. Di trasformarlo in un classico...". Il film, a differenza di quello diretto da David Grieco in uscita nel 2015 col titolo "La macchinazione", che esplora le diverse tesi sulla morte di Pasolini, questo non si preoccupa di fare indagini 'poliziesche' o complottistiche, ma, con ambizione assai maggiore, vuole tentare di restituirci lo spirito, la natura, l'amore, la passione e i progetti che probabilmente riempivano l'anima di Pasolini in quel fatidico giorno prima della sua morte. Per fare questo il regista Ferrara ha ammesso di aver "raccontato la sua vita e il suo lavoro dalla prospettiva della nostra immaginazione", presentandoci quindi un Pasolini così come il regista l'ha percepito attraverso le sue opere, film, articoli e libri: "Pier Paolo Pasolini è stato per me una stella, una pietra miliare, una fonte d'ispirazione". Ferrara è rimasto impressionato anche dalle opere incompiute di Pasolini, come il romanzo "Petrolio" e la sceneggiatura di quello che doveva essere il suo prossimo film, "Porno-Teo Kolossal", una specie di fiaba scritta per Totò, tanto da inserire nel film immagini relative a questi due lavori, al fine di mostrare Pasolini ''anche nello spazio intellettuale che ha occupato e nei film che avrebbe fatto in futuro''. Il protagonista Willem Dafoe, che ha un volto scavato simile a quello di Pasolini, ha dichiarato a Le Monde: "Pasolini è stato un tale gigante! Ho visto tutti i suoi film. E ho cominciato a leggere e a pensare alla forma di questo materiale. Parte del dialogo viene dalle cose che ha detto, ma non abbiamo cercato di attenerci alla realtà. Abbiamo incontrato persone che hanno conosciuto Pasolini, che non volevamo tradire. Vorremmo onorare la sua memoria, senza paralizzarci, dobbiamo considerare l’uomo e le sue azioni, per evitare qualsiasi tentazione nel fare delle lodi eccessive, evitare la propaganda". Il film è stato scritto da Abel Ferrara insieme a Maurizio Braucci (sceneggiatore di "Reality" e "Gomorra") da un'idea di Ferrara e Nicola Tranquillino. Tra gli interpreti troviamo anche Riccardo Scamarcio (nel ruolo di Ninetto Davoli), Valerio Mastandrea (il cugino e biografo Nico Naldini), Maria de Medeiros (Laura Betti), Giada Colagrande nel ruolo della cugina del poeta Graziella Chiarcossi, che prima di sposarsi con Vincenzo Cerami, viveva con lo scrittore e sua madre (interpretata da Adriana Asti). "Pasolini" è presentato in anteprima mondiale ed in concorso alla Mostra di Venezia, ed esce nella sale italiane dal 18 settembre 2014, distribuito da Europictures, completamente doppiato in italiano (l'originale è in lingua inglese/italiano, essendo una coproduzione internazionale con Francia e Belgio).

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