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«Finalmente fiori d'arancio uguali per tutti»

Data // Martedì, 20 Febbraio 2018 Categoria // Unione registrata, Diritti e giustizia

«Finalmente fiori d'arancio uguali per tutti»
Il Gran Consiglio ha accolto ieri, lunedì, le conclusioni del rapporto di maggioranza favorevoli alla mozione del 13 marzo 2017 di Michela Delcò Petralli e cofirmatari “Celebrazione di matrimoni e unioni domestiche registrate”.

Con 54 sì, 14 no e 9 astensioni è stata accettata la mozione che chiedeva al Consiglio di Stato di intervenire presso il governo federale, in particolare presso l’Ufficio federale dello stato civile, in modo da modificare l’Ordinanza sullo stato civile (OSC) per consentire ai membri degli esecutivi comunali il diritto di celebrare non solo i matrimoni, ma anche le unioni domestiche registrate.

Ha quindi espresso soddisfazione la deputata Michela Delcò Petralli: «Si tratta di un importante passo avanti per l’uguaglianza di trattamento, nel 2018 non era più possibile indugiare su un tema simile. Attualmente la politica dei piccoli passi sembra essere la più pagante ed è in questo senso che intendono procedere».

I Verdi del Ticino si felicitano per questa piccola ma grande vittoria e sperano che presto l’eguaglianza di trattamento sarà ristabilita in materia di celebrazione delle diverse forme di unioni possibili in Svizzera. I Verdi sono convinti che sia giunto il momento di «passare dalle parole ai fatti» e guardano con fiducia ai prossimi passi che potranno essere compiuti in questa stessa direzione.

Il partito esprime soddisfazione anche per la prima collaborazione intra-cantonale per quanto concerne la presentazione di atti parlamentari. La mozione era infatti stata presentata congiuntamente con i colleghi del canton Ginevra. «I contatti dei Verdi del Ticino con le altre sezioni dei verdi svizzeri sono floridi e proficui - si legge nel comunicato stampa -. Non si esclude in futuro di continuare e approfondire questa fruttuosa cooperazione con i colleghi d’oltralpe e magari pensare di ampliarla anche sul piano comunale, dove ritenuto opportuno».

Il discorso di Sergio Morisoli che ha fatto discutere diversi colleghi

“Matrimoni e unioni civili omosessuali non sono la stessa cosa, lo scopo del matrimonio è riprodursi, è quello che manda avanti società, le persone omosessuali non possono farlo. Matrimonio e fecondità vanno a braccetto, sono condizioni fondamentali e costitutive della società. Pertanto ritengo che la procreazione fra maschio e femmina vada privilegiata rispetto a forme diverse, che sono legittime. Non si tratta di discriminazione, ma di differenziazione di due cose che sono diverse”.

È intervenuto Carlo Lepori “La procreazione è lo scopo primo dell’esistenza? Si tratta di una visione personale ma offensiva e discriminatoria per chi non può avere figli. Non si tratta di fare filosofia sul concetto di famiglia o di procreazione e coppia, ma di stabilire se la legge permetta l’unione domestica registrata anche ai sindaci”.

Ha preso la parola la mozionante Michela Delcò Petralli: “Io e il collega Morisoli siamo supoli opposti. La procreazione ora avviene anche al di fuori della coppia, pensiamo a quella assistita in provetta, oppure ci sono figli che nascono da padri sposati al di fuori della loro unione. E le coppie eterosessuali che non possono avere figli, non sono sacre? Abbiamo poi coppie eterosessuali che non si sposano, o omosessuali che non vogliono registrare la loro unione: una varietà di situazioni, e tutti hanno diritto al rispetto prima di tutto di noi politici. A parte che la natalità è più bassa per l’incertezza del futuro sociale, economico e ambientale. Diamo un messaggio politico chiaro per parificare coppie eterosessuali e omosessuali!”

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