Maurice

Regno Unito, 1987

Storia

Nel 1909 nel collegio di Cambridge il giovane Clive Durham dichiara apertamente il suo amore all'amico Maurice Hall che dapprima lo respinge disgustato, ma poi ricambia tale sentimento con un amore solo platonico, perchè Clive non ammette rapporti fisici. Al momento in cui scoppia uno scandalo per omosessualità, che distrugge vita e carriera di un giovane nobile del loro gruppo, Clive, spaventato, tronca ogni legame con Maurice e poco dopo si sposa e si dà con entusiasmo alla politica. Abbandonato, angosciato e solo, Maurice tenta ogni mezzo per guarire di quella che egli considera una malattia; consulta medici e si fa persino curare da un ipnotizzatore, ma senza riuscire a vincere i suoi istinti: si sente colpevole di un vizio orrendo, anche se non ha ancora ceduto fisicamente ai suoi desideri. Ripresa a frequentare la bella villa in campagna di Clive, dove questi vive con la moglie, Maurice conosce il giovane attraente guardiacaccia Alec Scudder, che si innamora di lui. Dopo aver superato il timore di eventuali ricatti da parte del giovane, Maurice si abbandona completamente alla passione e, finalmente felice, accetta un rapporto completo con Alec, riconoscendo ormai la propria omosessualità, sfidando sia le leggi inglesi dell'epoca (che punivano duramente tali pratiche), sia le barriere sociali che lo dividevano dal giovane.

Recensioni

"Cambridge,1909.In un austero college il giovane Maurice Hall (James Wilby) riceve la sua prima dichiarazione d'amore. Purtroppo la controparte ha un bel paio di mustacchi e muscoli poderosi: trattasi infatti del compagno di corso Clive Durham (Hugh Grant). Il processo a uno studente sorpreso in un tenero abbraccio con un soldato (ma che bel college)induce Clive a cambiare velocemente sponda, a prendere moglie e a darsi alla politica.Passano gli anni e Maurice è rimasto fedele al sesso forte. Alec Scudder (Rupert Graves) l'ardente guardiacaccia lo guarirà per sempre. Il raffinato James Ivory (Camera con vista, Casa Howard) di nuovo alle prese con un romanzo di Edward M. Forster, uno che di gay se ne intendeva assai. Tocco leggero, squisita sottigliezza psicologica, perfetta ambientazione che racconta l'epoca edoardiana; un bel film che si scaglia contro l'ipocrisia della buona società, spezzando una lancia in favore dei diversi. Tra i quali s'annida, presumibilmente solo nella finzione, l’accertato femminiere Hugh Grant" (Il Giornale)

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